Come si arriva:
- Autostrada SA-RC,uscita Catanzaro,Soverato,sino a Monasterace M., bivio per Stilo.
- Autostrada SA-RC, uscita Rosarno-Gioiosa, sino a Monasterace M., bivio per Stilo.
Miniera di ferro “Noceto” - Bivongi
Grotta S. Maria della Stella
Fiumara Stilaro
La Cattolica - Stilo
In Calabria, parlare di archeologia industriale, in particolare di quella archeologia legata all'industria siderurgica e mineraria, potrà sembrare alquanto strano se non del tutto inverosimile, soprattutto se di questa cultura, che emerge con forza dai resti archeologici e monumentali presenti in determinati territori, non si trova alcuna menzione nella storiografia ufficiale. Le vicende storiche che hanno caratterizzato la società calabrese nel periodo post-unitario, hanno fatto si che quanto realizzato in circa 2000 anni, nel campo dell'industrializzazione, fosse del tutto cancellato.
In Calabria, l'Archeologia Industriale, non ha solo la funzione di recupero e salvaguardia di semplici manufatti, ma a questa aggiunge una funzione importantissima: la riscoperta e la riappropriazione, delle proprie radici storiche da parte di una intera popolazione, “condannata”dagli eventi storici a dimenticarle. Dimenticare le attività industriali operanti nel territorio e dimenticare che la vallata dello Stilaro fu la culla della rivoluzione industriale meridionale. Oggi, per salvaguardare i luoghi della memoria industriale presenti della vallata dello Stilaro e nelle Serre Calabre, è in atto, su proposta dell’Associazione Calabrese Archeologia Industriale l’istituzione di un Ecomuseo, denominato “delle ferriere e fonderie di Calabria”. L’ecomuseo, si identifica, con un'area geografica, interessata a molteplici aspetti culturali ed ambientali, con particolare riguardo alla cultura materiale e all’A. I., che conserva ancora a distanza di decenni, emergenze monumentali, ambientali, storiche, sociali ed economiche che in passato erano volano di sviluppo e crescita economica per un intero comprensorio. L'Ecomuseo, anche nella sua fase embrionale, è oggi compreso tra i 35 principali siti distribuiti su tutto il territorio nazionale, e, per la valenza culturale che esprime è stato inserito in testi tecnico-scientifici di notevole importanza ( Edilizia per la cultura- UTET 2005). Un Ecomuseo, a differenza dei parchi culturali o/e ambientali, tende, a non museificare, con schemi rigidi, un bene, un paesaggio, un’intera area geografica, ma tende a raccogliere e salvare la memoria collettiva di un territorio e della sua popolazione, il che costituisce in sintesi l'idea centrale dello stesso. Esso, coincide con la memoria collettiva, legata come una dimensione spazio-temporale, al territorio stesso, alla sua cultura materiale, al risultato delle attività umane protrattasi attraverso le varie epoche storiche.
Nella realtà meridionale d'Italia, ed in particolare di quella Calabrese, il possibile ruolo trainante di un Ecomuseo, ai fini della rinascita socio-economica e culturale delle comunità locali, deve essere visto come obiettivo prioritario rispetto ad interessi più tradizionali e parziali. Nella prospettiva di una programmazione Comunitaria e/o Regionale d'interventi, non sarà dunque immotivato, chiedere una maggiore concentrazione di risorse ed una priorità d'impegni.
Vallata dello Stilaro